Paolo Sale

Ningùno es como esto Blog

Scandalo consumi auto

Nuova “tegola” per le case automobilistiche, proprio nel momento più delicato della trattativa con la Ue in fatto di emissioni: dopo la denuncia di Autobild ora anche Quattroruote stronca il sistema di rilevazione dei consumi denunciando differenze fra quelli reali e quelli dichiarati dal 17 al 47%.

Il nocciolo della questione è sempre, più o meno lo stesso: la (folle) metodologia seguita per i test: la legge – in vigore in ben 50 Paesi – prevede infatti che i consumi per tragitti in città e su strada siano calcolati simulando il viaggio delle macchine su speciali rulli per un tempo complessivo di 1.180 secondi, circa 20 minuti: per 780 secondi si misura il consumo nel percorso urbano, per 400 secondi quello di un viaggio extraurbano; per un tempo massimo di 10 secondi si raggiunge invece la velocità di 120 chilometri orari.

Qualunque automobilista, anche il più sprovveduto, ha già capito che sono condizioni inesistenti. Anche perché le case costruttrici hanno la possibilità di effettuare questi test con aria condizionata spenta e con modelli completamente privi di accessori, quindi in realtà non in vendita.

“Lo scandalo – spiegano a Quattroruote – ha assunto proporzioni endemiche. Scandalo ancora più grande se si pensa che raccontare mezze verità su consumi significa anche farlo sulle emissioni di C02 proprio quando in un numero crescente di nazioni europee ci spingono a cambiare l’auto per comprarne altre meno inquinanti”.

In realtà più che “mezze verità”, qui siamo difronte a una vera e propria truffa, sia pure autorizzata dalla legge: le differenze fra quanto dichiarato dalle case costruttrici e i test effettuati da Quattroruote sono abissali. Si va dal 17% (diciassette!) di una Toyota Rav4 in su. Numeri impressionanti, che trovano ovviamente riscontro nelle testimonianze dei nostri lettori che, da sempre, lamentano di non riuscire a percorrere i chilometri/litro che la casa promette al momento della presentazione.

Forse, per fare un po’ di giustizia, sarebbe bene che tutte le riviste specializzate, i giornali e i siti – a partire proprio da Quattroruote che ha lanciato l’idea – smettessero di riportare i dati dei consumi dichiarati, così come avviene ormai un po’ ovunque per quelli della velocità massima. Riportando, se possibile, solo quelli frutti di test e prove su strada. Noi cominciamo da oggi: fra Quattroruote e Auto, solo per citare le due riviste più affidabili in fatto di prove strumentali, c’è solo l’imbarazzo della scelta sui dati da riportare. Dite la vostra.

GAVINO SANNA: BUIO IN BOTTIGLIA

FotografiaSant’Anna Arresi: un vigneto tra cielo e mare, adagiato sulle colline della baia di Porto Pino. Un sito magico, da amore a prima vista. Ne è rimasto folgorato anche Gavino Sanna, il pubblicitario rientrato ad Alghero dopo una lunga vendemmia di trionfi in mezzo mondo. Così, quando l’amico sassarese Giuseppe Mele gli ha Fotografiaproposto di trasformarsi in vignaiolo ha detto sì. Ma non è stato un colpo di testa. Sanna, uomo di marketing, si era reso conto che nelle valli di Sant’Anna Arresi c’erano tutti i presupposti per una stimolante avventura, ambiente sfolgorante, squadra al top delle capacità tecnico professionali: Giuseppe Mele, imprenditore versatile, (presidente dei giovani industriali di Sassari), Emanuele Porcina e Daniele Pintus viticoltori di esperienza, Piero Cella, enologo di successo. Così è nata l’Azienda Mesa. Obiettivo, produrre vini al top della qualità, ma non solo.Fotografia Per Sanna, la sfida è proiettare nel vino il carattere assolutamente straordinario del contesto in cui si estendono 50 ettari di vigneti. Dalla cantina di produzione, alla bottiglia, all’etichetta. La carta vincente si chiama Su Baroni, località ricca di suggestioni storiche (si favoleggia di un barone Sanjust, grande feudatario, che ha lasciato scarse tracce persino nella memoria degli anziani). È una valle ridossata dal maestrale, col mare di fronte ma anche alle spalle. La natura, il caso e la lungimiranza degli abitanti di Sant’Anna l’hanno tenuta sinora al riparo da operazioni speculative. Dalla cima delle colline, lo sguardo spazia solo tra l’azzurro del mare e il verde rigoglioso dei vigneti. Il Fotografialuogo ideale per farne la casa di Mesa. Non una cantina qualsiasi, ma una struttura ultramoderna, articolata su tre livelli, dove uva e vino saranno trattati con ogni riguardo. Bandite le pompe, (tutto deve avvenire in maniera soft) si adotta il principio della “caduta naturale”. In soldoni: le uve saranno conferite nella parte superiore dello stabilimento, dove verranno diraspate e sottoposte a pigiatura soffice. Il mosto scenderà quindi nei vinificatori situati al piano inferiore, per essere sottoposto alle varie fasi di lavorazione. Ultima stazione, la cantina d’invecchiamento, parecchi metri al di sotto del livello del terreno, che ospiterà le barriques di rovere francese “Seguin Moreau” e i serbatoi d’acciaio in cui rossi e bianchi subiranno gli ultimi processi di affinamento. La casa del vino sarà pur sempre un fabbricato industriale, ma Gavino Sanna non ha rinunciato a imprimervi i segni della cultura del vino praticata in azienda. L’intero lato destro della facciata sarà infatti ricoperto di formelle in maiolica, con impressi disegni stilizzati, libera interpretazione dei ricami dei tappeti sardi. Gli stessi riprodotti nelle etichette. Imponenti lavori sono in corso per costruire la cantina: Mele giura che sarà pronta per la prossima vendemmia. Nel frattempo, si opera in quella provvisoria, di San Giovanni Suergiu, piccola, ordinata, capace di sfornare 350 mila bottiglie. Qui matura il Carignano, che nei terreni ricchi di sabbia e argilla di Su Baroni raggiunge la sua massima espressione. Sanna, guru dell’immagine di Mesa, gli ha riservato un sontuoso trattamento: bottiglie scurissime, di vetro pesante, in cui spiccano etichette minimaliste. E nomi affascinanti: Buio è il Carignano “color FotografiaFotografiad’incendio” vinificato in purezza; “Buio Buio” il rosso barricato (6-8 mesi) “dall’aroma pieno di sole che morde la terra”; “Moro” il Cannonau “dal sapore caldo di scirocco”. Nel prossimo dicembre arriverà il top di gamma: “Malombra”, nome intrigante per un grande rosso “dai bagliori di fuoco vivo, colore scuro di basalto”, uvaggio di Carignano e Syrah, allevato per 12 mesi in barrique. Dai rossi ai bianchi, col “Giunco”, Vermentino dal “sapore tiepido di raggi al tramonto” all’”Opale”, Vermentino superiore, solo in piccola parte invecchiato per sei mesi in barrique, dal “profumo di sole rapace e maturo”. Inutile cercare controetichette banali, Fotografiaaccostamenti scontati cibi-vini, Sanna riserva poesie alle sue creature, frutto di ispirazione autentica. Come certi innamorati maturi, si lascia travolgere volentieri dalla passione di chi non vuole solo vendere vino, ma tenta di lanciare, in bottiglia, un messaggio d’amore per la sua Sardegna.

Cinghiale alle olive

http://www.fiarc.it/Regolamenti/Bersagli/MK-TRB120-cinghiale-russo.jpg

Ingredienti per 4 persone
1 kg di cinghiale
2 spicchi d’aglio
250 gr di olive nere
1 cipolla
prezzemolo
3 foglie d’alloro
½ l di vino rosso
½ bicchiere scarso d’olio extra vergine d’oliva
sale q.b.

• Tagliate la carne di cinghiale a pezzi e mettetela a marinare, per un paio d’ore, con il prezzemolo, l’aglio e il vino.
• Tritate la cipolla e soffriggetela in un tegame con l’olio.
• Unite la carne e fatela rosolare, aggiungendo gradatamente la marinata e l’alloro. Cuocete per circa 1 ora e mezza salando la carne a metà cottura.
• Quando il cinghiale sarà quasi pronto aggiungete le olive e il prezzemolo.
• Fate riposare alcuni minuti e servite.

E’ consigliabile servire il piatto con Cannonau di Sardegna..

I GOD

Oh my God! Un simpatico sito dove ricevere conforto ed illuminazione…ma solo in inglese!!

Post Scriptum: Repent and sin no more!

I-God 

the best of: THE MANUALIST

non sono ancora convinto che sia possibile…..

HA FATTO VOTARE IL CANE, RISCHIA UN ANNO

forse non succede solo in Usa, forse non e’ un caso, forse e’ la spiegazione a tutti i problemi..

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Vaticanopoly

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COLLEGAMENTO GIOCO

Toyota supera il milione di auto ibride

In dieci anni le vendite globali dei veicoli ibridi Toyota, dal 1997 al 30 aprile 2007, hanno fortemente contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2, considerata uno degli agenti responsabili del riscaldamento del pianeta, con un risparmio di circa 3,5 milioni di tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera rispetto alle automobili di stessa classe, dimensioni e prestazioni, alimentate con motori tradizionali a benzina.

Link Articolo

Al foro italico dal primo giugno “Roma Motor Show”

   
  Nel 1947 il Roma Motor Show era un vero e proprio concorso di ‘Eleganza della carrozzeria’
 
 
 
 
 

Parte venerdi’ 8 giugno il ‘Roma motor show’, la piu’ longeva manifestazione motoristica nazionale che compie il suo sessantesimo compleanno. La prima edizione, nel 1947, incarnava un vero e proprio concorso di ‘Eleganza della carrozzeria’. La tre giorni capitolina, che si svolge nell’area del Foro Italico e il cui ingresso e’ gratuito, e’ dedicata al mondo dei motori e, oltre all’esposizione di novita’ ed anteprime automobilistiche italiane ed estere, accoglie una vasta panoramica di moto, mini car, kart, quad, veicoli elettrici, modellismo radio comandato, tuning ed elaborazioni.

La manifestazione ospita l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, l’Onlus Bambini nel deserto ed il Co.Da. (comitato di affidamento animali). Al Roma Motor show si daranno appuntamento alcuni club di 4×4 aderenti alla ‘Federazione italiana fuoristrada’, le auto storiche del Colosseum Club Veicoli Storici Roma, le Ferrari del Club Passione Rossa ed i mezzi dei corpi dello Stato.

Per gli amanti dei test drive, si potranno effettuare giri di prova in fuoristrada, moto Bmw e quad. Non manchera’ il ‘Concorso di eleganza della carrozzeria’, unitamente alla celebrazione dei 50 anni della Fiat 500 e ad una rivisitazione di tutti i modelli MG.

Info: www.romamotorshow.it

Spaghetti alla Bottarga (sembra banale ma è arte..)

Fate bollire l’acqua con la giusta dose di sale grosso.
Mentre l’acqua è sul fuoco, grattugiate una quantità abbondante di bottarga.
Prendete l’aglio, meglio se sardo, a spicchi piccoli, sodi e compatti. E che non sia rinsecchito!
Pelatene uno o due spicchi. Se è molto profumato, basta uno.
Dividete lo spicchio in due, in senso longitudinale, e togliete l’anima centrale.
Poi prendete un’insalatiera, dove condirete e servirete la pasta.
Prendete i semi spicchi e spremeteli contro le pareti interne del recipiente, usando una forchetta.
Strofinate i semispicchi su tutta la superficie interna dell’insalatiera e deponeteli sul fondo.
Prendete l’olio extravergine d’oliva fruttato sardo e mettetene un po’ nell’insalatiera.
Poi prendete un bel un pugno della bottarga grattugiata e mettetela dentro l’insalatiera: mescolate con un cucchiaio di legno. Muovete l’insalatiera in modo tale che si ungano anche le pareti interne.
In questo modo i sapori dell’aglio e della bottarga si diffondono nell’olio d’oliva creando una stupefacente armonia di profumi mediterranei.
Quando gli spaghetti sono cotti scolateli rapidamente lasciando anche un po’ di liquido di cottura.
Condite la pasta con abbondante olio e bottarga.

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